martedì 25 giugno 2013

"AN AWESOME WAVE" - ALT_J

Un gruppo di giovanissimi britannici che sono corsi alla ribalta verso l' Italia portando il loro rock, fortemente influenzato dal liquid dubstep, con l' album di debutto "An awesome wave". Fantastico il suono, che meraviglia per la sua precisione e densità traccia dopo traccia, i cori sono presenti e penetranti e sembrano quasi esorcizzare la passione (spesso di sfondo sessuale) descritta nei loro testi. Ho avuto l' opportuità di ascoltarli l' anno passato al loro debutto in Italia al Perfect Day Festival di Verona. Erano in pochissimi a conoscerli e, ad essere sincero, fra questi non c'ero io. Saliti sul palco il vociare rispondeva al coro "chi sono questi ragazzini? non dovrebbero andare a studiare?"; ma non appena il cono dei loro amplificatori ha incominciato a suonare, è calato il silenzio ed erano tutti lì ad ascoltare meravigliati, a bocca ed orecchie aperte, quasi senza comprendere cosa stesse succedendo.
Tornando all' album si avverte un' esplosione di energia e si percepisce la loro maestria compositiva e di esecuzione (nonostante sia il loro primo album e la loro seconda pubblicazione).
La dimostrazione vivente che fare musica nuova è possibile e che anche i giovani sono in grado di crearla!
Mondi nuovi e nuove percezioni vi aspettano, su questa grandiosa onda...

Voto album: 8.5

Tracce consigliate:
- Intro
- Tassellate
- Breezeblocks
- Fitzpleasure
- Taro


TAME IMPALA

Non in molti li conoscono, ma chi li ha ascoltati, ne è rimasto certamente colpito! I Tame Impala sono un gruppo australiano nato solo nel 2007 ma che è già un' icona della musica sperimentale. Tre ragazzi che hanno sconvolto alcune delle regole della musica, introducendo vecchie e nuove sperimentazioni partendo dai Beatles, viaggiando verso i Pink Floyd ed i Tangerine Dream, dando quel tocco indie, ormai sinonimo di leggerezza (anche se non condivido a pieno questa definizione).
I continui inserimenti di nuove sezioni in ogni pezzo, che sembra viaggiare su un proprio loop, creano ambientazioni psichedeliche che sembrano "fluttuare" nella voce di Kevin Parker.
Non è tutto oro quel che luccica però, perchè si nota spesso una monotonia fra le tracce che dà la sensazione di ascoltare sempre lo stesso pezzo (il che non giova vista la scarsità dei testi sia per varieta, che per lunghezza e contenuti); inoltre sono spesso forzati i virtuosismi che rovinano la linea delle canzoni rendendole innaturali.
Voto al gruppo: 7,5
Tracce consigliate:

  • Desire be Desire go
  • Apocalypse Dreams
  • Keep on Lying
  • I don't really mind
  • Solitude is Bliss


KAOS ONE

Kaos One, il "maestro", come moltissimi lo chiamano. Un' icona del rap underground italiano, una scena che purtroppo (o per fortuna) vede pochissima luce poichè sobbarcata dai nuovi rapper da stadio. Che dimenticano le origini ed il piacere vero del suono e delle parole e si spostano, inesorabilmente, verso la fama pura e semplice.
Versi e rime che si intrecciano senza lasciare neanche la più misera virgola al caso. Il paragone che mi viene in mente, ascoltando e leggendo i testi di Kaos, è quello di un regno in cui ognipiù piccolo suddito trova riscontro e percepisce il suo reale valore. É incredibile come ogni più piccola parte dei suoi testi significhi qualcosa, non una parola, non un punto nè una virgola, buttate lì per caso.
Il lavoro minuzioso viene esaltato dalla sua voce singolare quasi graffiata (come la copertina di "L'attesa") dal suo vissuto, e se anche queste parole possono sembrare poche, vi assicuro che sono più che sufficienti. Facciamo parlare lui con il testo che ho attaccato sopra il letto:


Kaos One - Pandemia

HIDDEN UNIVERSE

HU - HIDDEN UNIVERSE
Gruppo con sede a Capurso, in quel di Bari, la prima impressione ascoltando le loro canzoni è che possono rappresentare appieno scena dell' alternative rock con notevoli sfumature verso il pop rock. Le canzoni sono piacevoli da ascoltare, lo stile è caratterizzato dalla particolare cura delle intro e dei bridge, che sembrano far uscire maggiormente fuori il carattere del gruppo.
E' veramente particolare il genere: melodie assimilabili ai Muse, bridge che viaggiano in direzione Billy Talent e particolari sono gli inserimenti dell' elettronica nei pezzi, utilizzata in modo insolito. Le composizioni sono di notevole livello, le linee vocali sono piacevoli, in alcuni casi un po' scontate, la pronuncia non è perfetta ma è sicuramente presentabile. Le aspettative nella loro presentazione: "Hidden Universe è il lato nascosto della musica quello piu intimo ma anche piu pazzo e scatenato " sono in buona parte appagate, speriamo di poter ascoltare questo gruppo in molte occasioni e di ascoltare un loro album, che potrà sicuramente tirar fuori al meglio il loro carattere.

Voto del gruppo: 6.5/7


il pezzo che, a parer mio, meglio li rappresenta è sicuramente Angel's Cry: rende bene lo stile compositivo ed è forse quello meglio registrato.

CHEMICAL SPARK


CHEMICAL SPARK
Cinque regazzi di Lecce, semplicemente meravigliosi nei live e veramente impeccabili in studio! Il genere, alla prima impressione potrebbe essere accomunato ai mitici Deep Purple, ma c'è del nuovo, riescono a mettere dentro idee compositive assolutamente innovative e particolari, dal funk all' hard rock, passando per il growl, finendo nel reggae! Un miscuglio ben assemblato di generi e contenuti; piccoli appunti son l' imprecisione nei live (che però, a parer mio, per questi generi, è un po' il bello della diretta) e il suono non ancora definito, ad ogni modo ci riserviamo di ascoltarli quando sarà pronto un loro album!
Il palco trema con quei cinque regazzi sopra, il pubblico è in delirio ed ognuno di loro potrebbe essere un personaggio degno di nota.
Un' eccellenza nel campo musicale pugliese che, una volta ascoltati, spererete di poter seguire in qualche grande stadio, un giorno. Il gruppo nasce con Ottavio Leo alla voce, grande cantante sostituito ad onoris causa da Oscar Verrico, accompagnato dai genii della composizione: Giacomo Greco, Andrea Gerardi, Giacomo Giancane ed Emanuele Perrone.
Qui di seguito una traccia registrata con Ottavio alla voce:

"Kveikur" - Sigur Ros

Il nuovo album dei Sigur Ros, gruppo islandese che è riuscito ad andare oltre l' immaginario attuale nel panorama musicale. Dopo 6 album di musica astratta capace di far versare lacrime anche ai camionisti, il nuovo album è più concreto, ma non meno bello, sembra fatto per abbracciare un pubblico più grande, seppur le sperimentazioni la facciano da padrone (come al solito, c'è da precisare). Che questo sia un album particolare, lo si capisce già guardando la copertina e sbirciandoci dentro: la fotografia in rilievo e la nuova etichetta: XL recordings sono le prime cose che saltano all' occhio, ma aprendo il booklet si notano insoliti disegni cupi ma particolari, perchè sembrano disegnati da un bambino (un bambino molto bravo a disegnare).
Il suono appare più concreto e reale, si distinguono maggiormente gli strumenti (merito anche di un mastering più "potente" rispetto ai precedenti; si nota un impiego massiccio dei cori (non più ecclesiastici ma più classici rispetto agli altri della storia del rock). Immancabile il falsetto di jonsi accompagnato da chitarra ed archetto con suoni più puliti rispetto ai precedenti album, lasciando le distorsioni al plettro. Il risultato è un album fantastico che sviscera più stati d'animo differenti a seconda delle tracce che si ascoltano, uscendo fuori dal seminato degli album più "concept", i Sigur Ròs, sono riusciti ancora una volta, a sorprendere il proprio pubblico, facendoli accarezzare da nuove sensazioni e sentimenti, senza mai incorrere in cadute di stile.
Voto album: 9.0
Tracce consigliate:

  • 01 Brennistein
  • 03 Isjaki
  • 05 Stormur
  • 06 Kveikur
  • 07 Rafstramur


MUSIC IS ALIVE YET? siamo ancora in grado di creare ed ascoltare qualcosa di nuovo?

La musica è ancora viva?
Si ritornerà mai alla "Golden Age" della musica?
A parer mio, la risposta è sì! E mi spingo ancora un po' più in là affermando che siamo in procinto di una nuova era per la musica (quella vera). Dopo il rodaggio di internet, si iniziano ad innestare meccanismi di controllo e di evasione per corrompere e/o promuovere la musica vera sulla rete.
Da una parte abbiamo le etichette che oramai sono spinte solo da interessi di mercato puro e non sono più disposti a proporre qualcosa di nuovo sul mercato in quanto tale (anche quelle che vi diranno che non è così, in realtà adottano le stesse logiche, bene o male). Dall' altra parte ci sono migliaia di giovani talentuosi e con grande inventiva che non aspettano altro che di essere scoperti, ascoltati e valutati da qualcuno che conti qualcosa in questo campo; questi giovani hanno però, aperte davanti a sè, una serie di possibilità.

Sicuramente non c'è solo argenteria di lusso, nel mondo di internet, ma certamente nascono, in ogni angolo del mondo, nuovi suoni e nuovi stili compositivi degni dei grandi Dei del passato e dipende solo da Noi a questo punto, giovani e meno giovani, il futuro della musica dei nostri giorni, andando a spingere i gruppi e gli artisti che conosciamo di persona o che ci è capitato di ascoltare da qualche parte, in qualche momento della nostra vita.

lunedì 24 giugno 2013

Introduzione al progetto: "Flab Music report"

Sono ormai un po' di anni che giro nel mondo della musica, vivo nel Salento e seppur sia dotato di tanta buona volontà, qualcuno lassù non mi ha fatto nascere con pecuniae in tasca! Ad ogni modo ho sempre desiderato che il giornalismo diventasse la mia strada, ed allo stesso tempo la musica, suono ed ho suonato quasi tutti i generi e mi appassionano quasi tutti, dal rock all' hip hop nella maniera più generale, dal progressive rock, al metal più pesante, dal rap di Dj Gruff al post rock dei Sigur Ròs, mi piace tutto, ad una sola condizione: la qualità. E che non s' intenda la qualità dell' audio (quella, certo, ha il suo perchè, ma i grandi gruppi sono stati scoperti dal nastro arrotolato sulle bobine di un' audiocassetta) ma la qalità della musica, la fantasia della composizione e la capacità di proporla, l' importanza o la leggerezza dei testi, ed ultimo ma non per importanza, le sensazioni ed i brividi che una canzone o un album sono in grado di farti provare.


FlabMusic Report è un luogo (seppur virtuale) lontano dalle logiche di mercato, che cerca di scoprire e di conoscere personaggi più e meno noti nel mondo della musica e non solo, spingendosi fino all' arte (di qualsiasi tipologia e genere) che non ha ancora visto la luce, sentitevi liberi di scrivere alla nostra mail inviandoci immagini, demo di qualsiasi tipo e qualità, i migliori contenuti (non necessariamente quelli con una mediaticità migliore) verranno recensiti e pubblicati su questo blog!